Pasqua a Sorrento e in penisola sorrentina

La Santa Pasqua è un’importante festa cristiana che ricorda la Passione, Morte e Resurrezione di Gesù Cristo.
Sorrento e tutta la penisola sorrentina sono molto legati alla Santa Pasqua e si preparano a vivere questo periodo di Pasqua con la dovuta devozione.
Durante tutta la Settimana Santa si svolgono riti religiosi e tradizioni locali particolarmente suggestivi e coinvolgenti che insieme alle bellezze naturali e artistiche di Sorrento ogni anno attirano numerosi cittadini e turisti in penisola sorrentina.

Domenica delle Palme  

La Domenica delle Palme è la Domenica, che precede la Pasqua e da inizio alla settimana Santa.
In tutta la penisola sorrentina c’è l’usanza, prima della celebrazione della Santa Messa di benedire al di fuori delle chiese o nelle piazze le caratteristiche palme di confetti oppure i rami di olivo decorati con i tipici caciocavallini di fiordilatte di produzione locale, per festeggiare e ricordare l’ingresso trionfale di Gesù in sella ad un asino nella città Santa di Gerusalemme, dove il popolo del tempo lo salutò stendendo i mantelli a terra e agitando festosamente enormi rami di ulivo e palma.  I rami e le palme benedetti in questo giorno, vengono conservati dai fedeli in quanto simbolo di pace, regalandone parte a parenti ed amici.

In alcune famiglie, si usa anche che il capofamiglia usi un rametto, intinto nell’acqua benedetta, benedicendo la tavola imbandita nel giorno di Pasqua.
Inoltre la tradizione delle palme di confetti a Sorrento è legata anche a un’antica leggenda.
Si narra che alcuni secoli fa, durante un tentativo di invasione Saracena i sorrentini avvistato il pericolo si rifugiarono nella chiesa Cattedrale  dove pregando invocarono la grazia di essere risparmiati dal saccheggio.
Questa grazia è stata accordata e le navi Saracene naufragarono proprio in prossimità della penisola sorrentina.  
Soltanto una ragazza, schiava dei saraceni, riuscì  a salvarsi e, raggiunta a nuoto la Marina Grande, cercò rifugio nella città di Sorrento.  
I sorrentini l’accolsero e l’aiutarono, ed ella in segno di ringraziamento depositò sull’altare della Cattedrale dei confetti colorati che aveva in un sacchetto legato al collo.
Secondo la leggenda in quel giorno si celebrava la Domenica delle Palme e da allora, in ricordo dello scampato pericolo e di quell’avvenimento, a Sorrento le palme hanno confetti di colori variopinti come quelli della ragazza.

Riti e manifestazioni della settimana Santa e le processioni degli incappucciati

Nella settimana vi sono numerose rappresentazioni storiche della Via Crucis e del processo organizzato per condannare a morte Gesù.
Nel giorno di Mercoledì Santo a Piano di Sorrento si ricorda la Passione di Gesù Cristo con un corteo laico dove i partecipanti, vestiti da soldati Romani ed Ebrei, rappresentano il processo e la crocifissione.  Mentre nei giorni di Giovedi e Venerdi Santo si svolgono numerosi riti religiosi.
La mattina del Giovedì Santo in Cattedrale a Sorrento vi è la cerimonia della benedizione dell’olio crismale con la partecipazione del Vescovo e di tutto il clero.
Nel pomeriggio, nelle chiese della penisola, si ricorda l’istituzione dell’Eucaristia durante l’Ultima Cena, nella quale Gesù lavò i piedi ai dodici Apostoli. Questa cerimonia viene detta Lavanda dei piedi e avviene durante la celebrazione della Messa in cui il sacerdote lava i piedi di dodici persone che rappresentano gli Apostoli.  In serata le campane resteranno legate: il loro suono in passato era sostituito dalla troccola, un pezzo di legno a cui erano attaccate due maniglie che, agitate, facevano da richiamo per i fedeli che volevano assistere alle celebrazioni religiose.
Per le strade della penisola sorrentina, illuminate per l’occasione solo dal bagliore di fiaccole e lampioni, si svolgono le processioni degli incappucciati nelle quali i partecipanti indossano un saio con il volto coperto dal caratteristico cappuccio e portano le statue che raffigurano la Madonna addolorata e il Cristo Morto oltre a tutti i simboli che ricordano la passione (tra i quali i chiodi della croce, la lancia che Lo trafisse al costato, i trenta denari per i quali Giuda Lo tradì) il calvario e la morte di Cristo, accompagnate dalle note funebri di bande musicali, dai battitori di tamburo e da cori tra i quali il Miserere, antico canto latino.
Le processioni vengono organizzate da secoli dalle Arciconfraternite locali che si differenziano tra loro per il colore del saio.  Queste antiche usanze penitenziali della tradizione cristiana affondano le proprie radici già nel medioevo, che successivamente alla dominazione spagnola, assunsero le caratteristiche che ancora oggi mantengono.  Le processioni del Giovedì  Santo simboleggiano la ricerca da parte della Vergine Maria di suo figlio Gesù, mentre quelle del Venerdì Santo simboleggiano il doloroso ritrovamento da parte di Maria Vergine di Gesù ormai morto.
Sempre nei giorni di Giovedì  e di Venerdì  Santo c’è l’adorazione del Santissimo e la visita dei Sepolcri (detta anche struscio) allestiti con fiori e germogli di grano.
Le chiese con un’illuminazione dedicata esclusivamente all’altare per il Sepolcro diventano luogo di raccolta di doni da parte della comunità, tra i quali il pane, il vino, il grano germogliato e i fiori di stagione.  La visita, effettuata in religioso silenzio da parte dei fedeli, vuole che le donne si debbano recare al Sepolcro in numero dispari. L’esposizione dei Sepolcri si protrae fino a tardi per consentire a fedeli e visitatori di compiere il giro delle chiese principali della penisola.

Sabato Santo

Dopo i giorni di Passione si giunge al Sabato Santo, dove nelle chiese i fedeli si raccolgono per la Veglia Solenne preceduta dall’accensione del fuoco, simbolo della resurrezione e continua la visita ai Sepolcri.

Pasqua

Domenica di Pasqua è annunciata dal suono sacro e solenne delle campane che, finalmente, possono essere sciolte per suonare in gloria e annunciare che Gesù è Risorto.

Pasquetta

Nel giorno di Pasquetta che è il Luned ì  dopo la Domenica di Pasqua, detto anche Lunedì  dell’Angelo, a Sorrento e in penisola sorrentina, come in tutta Italia, si festeggia insieme con parenti o amici con una tradizionale gita o scampagnata, pic-nic sull’erba e attività all’aperto.
Una interpretazione di questa tradizione potrebbe essere che si voglia ricordare l’apparizione di Gesù con le donne giunte al sepolcro e ai discepoli.
La penisola sorrentina offre molte località immerse nel verde delle colline, con distese e panorami mozzafiato dove trascorrere la classica passeggiata di Pasquetta in compagnia, lasciando il luogo del pic nic in ordine come lo si è trovato mi raccomando!!!

Gastronomia

In conclusione, una raccomandazione ai visitatori in particolare che si recano in penisola sorrentina a festeggiare la Pasqua e quella di provare i prodotti tipici locali del periodo Pasquale, che sono fortemente legati all’antica tradizione culinaria partenopea, come la pastiera napoletana, il casatiello dolce, il tortano salato, la pasta al forno.