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Via Pietà Sorrento


Descrizione

Subito dietro Piazza Tasso ha inizio via Pietà, la stradina che in epoca romana corrispondeva al primo decumano minore, ovvero a uno degli assi longitudinali dell’antica pianta urbana (impianto ippodameo).
La piccola arteria, conosciuta anche come «vico Bagnagatte», termina in prossimità del campanile del Duomo e accoglie alcuni degli edifici storici meglio conservati di Sorrento: palazzo Veniero, l’ex palazzo Correale e il palazzetto di vico Galantario.
Il Palazzo Veniero, edificato tra il XII e il XIII secolo, presenta in facciata eleganti decorazioni in stile romanico-campano che, nell’alternare il tufo giallo e il tufo grigio, creano forme geometriche. Le finestre sono segnate da fasce ad arco con losanghe e linee a zig zag, separate da medaglioni circolari con stelle stilizzate; soltanto uno di questi tondi mostra al centro una scodella in ceramica (una patera di piccole dimensioni) di produzione ispano-islamica.
La facciata dell’ex palazzo Correale, invece, si compone di elementi di matrice catalana e tardo-gotica che suggeriscono una datazione alla seconda metà del XV secolo: il portale ad arco ribassato e le bifore ad ogiva sono quelli più vistosi.
Lo stemma dei Correale, una croce di Sant’Andrea con quattro rosette, è riprodotto sulla cornice del portale catalano e sulla chiave dell’arco di un’ampia monofora ogivale.
Nel 1610 il fabbricato venne acquistato dall’abate Antonio de Persio ed adattato a ritiro per fanciulle orfane, sotto il titolo di Santa Maria della Pietà, con annessa chiesa. Nell’area absidale della piccola cappella sono custoditi quei manufatti che documentano i lavori di rifacimento settecenteschi: l’altare in marmi policromi, le eleganti decorazioni in stucco e il pavimento in riggiole maiolicate.
Alla famiglia Correale appartenne anche il fabbricato di origini seicentesche che si trova alle spalle del monumento dedicato al poeta Torquato Tasso (1544-1595); questa seconda dimora, detta «Casa Grande al Largo del Castello», negli anni settanta del Settecento vide all’opera una delle più famose botteghe di maestri maiolicari napoletani, i Chiajese, che realizzarono uno splendido pannello di riggiole con finte architetture prospettiche, sistemato di fronte al portone di ingresso.
Lungo vico Galantario, invece, è possibile ammirare un interessante esempio di architettura rinascimentale di gusto toscano: una loggia sorretta da colonne con capitelli decorati agli angoli da foglie d’acanto rovesciate.
Questo loggiato, oggi inglobato in strutture moderne, in origine doveva rassomigliare a quello della foresteria della villa di Poggioreale, progettata da Giuliano da Maiano (scultore e architetto nato sulle colline a nord di Firenze nel 1432 e morto a Napoli nel 1490), della quale oggi resta ben poco.

Per ulteriori approfondimenti: M. Russo, Sorrento: Via Pietà. Osservazioni di urbanistica e di architettura dall’Antichità all’Ottocento, Con-fine Edizioni, Sorrento 2007.

Realizzata da: Assunta Vanacore (consulenza storico-artistica)


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