| Informazioni veloci | |
| Sezione | Monumenti |
| Località | Sorrento |
| Indirizzo | via Capo Sorrento, 60 |
| Tipologia | Villa maritima |
| Epoca | I secolo d. C. |
| Stato di conservazione | Rudere |
| Periodo | Tutto l´anno |
Dalla piazzetta del Capo di Sorrento, un piccolo abitato situato a circa 96 m., una stradina che scende verso il mare conduce ai ruderi di una villa maritima del I secolo d.C. e ai cosiddetti «Bagni della regina Giovanna».
Recenti studi hanno dimostrato che questa villa non appartenne, come vuole la tradizione, al patrizio Pollio Felice, amico del poeta latino Publio Papinio Stazio.
La dimora del patrizio, originario di Pozzuoli, che ospitò il famoso autore delle «Silvae», doveva trovarsi nella baia di Puolo, al confine tra i comuni di Sorrento e Massa Lubrense; tuttavia sia della domus che della parte marittima rimane ben poco.
Della villa romana del Capo di Sorrento, invece, sono facilmente riconoscibili i resti delle cisterne, della domus, dei magazzini e degli approdi naturali con il ninfeo.
La parte residenziale della villa (la domus), con ogni probabilità, si componeva di numerosi fabbricati dislocati su terrazze digradanti, collegati ad ampie cisterne per il rifornimento idrico.
La cisterna meglio conservata si trova a monte della domus ed è costituita da dieci concamerazioni coperte con volte a botte.
Negli anni ottanta del secolo scorso la Soprintendenza Archeologica di Pompei, nei lavori di consolidamento delle strutture, ha riportato alla luce il piano più alto della parte marittima del complesso.
Dalla campagna di scavo è emerso che questo piano accoglieva vari ambienti disposti lungo un giardino, racchiuso in un quadriportico rettangolare.
La presenza di una porzione di matrice in malta di una pavimentazione in opus sectile documenta la funzione di rappresentanza di questi ambienti.
La ricostruzione grafica dell’ordito del pavimento, che alternava marmi di forma quadrata e triangolare, ha evidenziato la sua vicinanza tipologica con quello di epoca romana reimpiegato nella cappella in fondo alla navata destra della parrocchiale di Sant’Agnello.
Tra il XV e il XVII secolo in quest’area sorse una torre di avvistamento e una cappella intitolata a Santa Fortunata; della prima è ancora visibile la parte basamentale, della seconda le strutture perimetrali.
I settori residenziali nord ed est presentano, all’interno dei vani voltati a botte, tracce di muratura in opus reticulatum, di pavimenti in mosaico a piccole tessere bianche e fascia nera, di intonaco dipinto di rosso e di decorazioni in stucco a rilievo.
Una leggenda racconta che nella prima metà del XV secolo questi antichi ruderi, suonata la mezzanotte, si animavano di figure spettrali: un cavaliere nero su un cavallo alato inseguiva una fanciulla vestita di bianco che cercava riparo tra le mura della villa di «Pollio Felice».
Per ulteriori approfondimenti: M. Russo, La villa romana del Capo di Sorrento con i fondi agricoli acquistati dal Comune, Centro di Studi e Ricerche Multimediali Bartolommeo Capasso, Sorrento, 2006.
Realizzata da: Assunta Vanacore (consulenza storico-artistica)
Come raggiungere Villa Pollio Felice
In autobus: Dalla stazione della circumvesuviana di Sorrento partono circa ogni mezza ora degli autobus: quelli della “SITA” (di colore blu) con destinazione Sant'Agata Via Massa Lubrense, oppure “Circumvesuviana” (colore arancio) Linea A destinazione Capo di Sorrento.
In auto: Giunti a Sorrento seguire in direzione Massa Lubrense lungo via Capo fino ad arrivare al Capo di Sorrento, dove c'è una piazzetta con una stazione di servizio e un bar-tabaccheria sulla sinistra (per chi viene da Sorrento).
Poco più avanti c'è una traversa sulla destra sono parcheggiati gli autobus è quella che porta ai bagni della regina Giovanna, lasciare l'auto nei parcheggi e prosegui a piedi per il sentiero.
Per accedere al sentiero bisogna attraversare il cancello, il viale è pubblico e continuare fino a che si incontra una biforcazione a destra vi sono i ruderi della villa romana.